La storia

Compresa entro un perimetro di sei chilometri, con una superficie di circa 80 ettari, Villa Borghese è un enorme polmone verde nel cuore della Città eterna. Meta di turisti italiani e stranieri offre un concentrato di ricchezza artistica e paesaggistica oltre a numerose attrazioni e divertimenti per grandi e piccini.

In origine, fino alla fine del 1500 l’area era occupata dai vigneti della famiglia dei Borghese, originari di Siena, trasferiti a Roma quando Camillo, con il nome di Paolo V Borghese, fu eletto Papa. Appena salito al soglio pontificio, provvide ad elargire protezione e ricchezze ai suoi parenti e soprattutto al nipote prediletto Scipione Caffarelli Borghese, il quale solo dopo due mesi divenne cardinale.

Il cardinal Borghese era dotato di notevole gusto artistico ed eccezionale intuito, così nei primi anni del 1600 avviò l’ acquisizione di una serie di appezzamenti di terreni limitrofi ai vigneti di loro proprietà, nei pressi della zona detta Pariolo con l’intenzione di crearvi una “villa di delizie”, simbolo del prestigio sociale della famiglia Borghese.

Il cardinale Scipione affidò la realizzazione della splendida villa a importanti architetti, quali Flaminio Ponzio, Giovanni Vasanzio, Girolamo Rainaldi e a giardinieri quali Domenico Savini da Montepulciano per la progettazione dei giardini.

I lavori iniziarono nel 1606 e nel 1633, la villa era pressoché completata.
Oltre al Casino nobile- oggi Galleria e Museo Borghese – destinato ad ospitare l’importante collezione artistica del cardinale, e all’Uccelliera, la villa comprende giardini curatissimi ornati da fontane, statue e arredi antichi, boschetti e aree riservate alla caccia, una vera e propria oasi della cultura, luogo di incontro tra natura e arte.

La villa fu mantenuta e curata senza subire sostanziali modifiche fino al 1766, quando il principe Marcantonio IV decise di migliorarne le qualità estetiche e urbanistiche con l’aiuto degli architetti Antonio e Mario Asprucci e di numerosi artisti, giardinieri, paesaggisti.
Gli Asprucci riqualificarono uno degli ingressi verso Via del Muro Torto con uno più solenne dotato di due piloni bugnati e due portici laterali – tali piloni saranno spostati nel 1930 nella Piazza del Brasile- per le mutate esigenze della viabilità.

Marcantonio IV intraprese consistenti lavori di trasformazione che interessarono in particolare il Casino nobile ed il Casino dei Giuochi d’acqua, l’attuale Aranciera che da casale rustico divenne sede per ricevimenti di famiglia.
Nella zona denominata “piano dei lecci” fu realizzato il Giardino del Lago.
I giardini si arricchirono di preziosi arredi, fontane e piccole fabbriche, quali la Mostra dell’Aqua Felix, la fontana dei Cavalli Marini, il Tempio di Diana, il Tempio di Antonino e Faustina e il Tempio di Esculapio

Alla morte di Marcantonio IV gli successe il figlio Camillo noto per il suo sfortunato matrimonio con Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone. Camillo, avviò l’ampliamento della proprietà, con l’acquisto di terreni verso Porta del Popolo e Porta Pinciana, e la villa assunse i confini odierni, l’impegno venne continuato alla sua morte dal fratello Francesco.
A partire dal 1820 Camillo affidò i lavori delle nuove proprietà all’architetto Luigi Canina il quale diede alla Villa un nuovo assetto, con numerose piccole fabbriche di ispirazione eclettica e neoclassica.
Nel corso dell’Ottocento la Villa fu teatro di spettacolari manifestazioni, sagre e feste musicali. La villa veniva aperta al pubblico perché tutti potessero goderne, come accade tutt’oggi. Furono previsti ingressi a pagamento per gli svaghi offerti al pubblico: un piccolo serraglio al Giardino del Lago, un velodromo a piazza di Siena, gite in barca sul lago, tiro al piccione al Parco dei Daini, ristorante al Casino dell’Orologio e Casina delle Rose.

Dopo l’Unità d’Italia si aprì il contenzioso tra la famiglia Borghese e lo Stato italiano sul possesso della Villa e al termine di una lunga controversia legale, lo Stato italiano acquistò nel 1901 l’intero complesso monumentale per tre milioni di lire.
Nel 1903 il Parco fu ceduto al Comune di Roma e aperto al pubblico. Lo Stato mantenne la proprietà del Casino nobile e della ricca collezione artistica in esso contenuta, per trasformarlo in pubblico museo.

Nel 1908 venne riprogettato il sistema viario interno alla Villa asfaltandolo, venne realizzato il ponte di collegamento con il Pincio e l’ingresso sul lato di Porta Pinciana venne arretrato per allargare il manto stradale.
Nel 1911 fu aperto il nuovo ingresso verso Valle Giulia, che collegava la villa alla nuova viabilità realizzata per i nascenti quartieri Parioli e Flaminio, e fu realizzata la grande scalinata di accesso a piazzale Firdousi.
Altri ingressi furono aperti al fronte dell’attuale via Rossini, e sull’attuale via Raimondi.
Nello stesso anno fu inaugurato il Giardino zoologico, poi divenuto Bioparco.

Fin dal 1904, nei viali della villa vennero collocati monumenti celebrativi dedicati ad illustri letterati o eroi stranieri, – Goethe, Victor Hugo, Byron, Umberto I e Firdousi .
All’interno del Parco dei Daini nel 1925 fu costruito il Serbatoio dell’Acqua Marcia, a servizio dei nuovi quartieri residenziali sorti a ridosso della Villa.
Tra le due guerre mondiali la villa fu soggetto di abbandono e distruzioni, i giardini segreti furono adibiti a coltivazioni come pure Piazza di Siena.
Solo nel secondo dopoguerra incominciarono i primi restauri e nel 1961 venne aperto il Museo Canonica nell’edificio della Fortezzuola

Nella villa, si trovano importanti architetture come la Casina Valadier o Villa Medici e diverse tipologie di giardino: i quattro giardini segreti dei principi Borghese, il Giardino del Lago e i giardini all’italiana sopra la scalinata di Valle Giulia.

Degna di nota è la terrazza del Pincio, una parte di Villa Borghese all’interno delle Mura Aureliane che si estende dalla terrazza su Piazza del Popolo a Villa Medici.
Un luogo magico e pittoresco della Capitale, un colle di Roma –ma non uno dei Sette colli- dal quale è possibile godere di una vista mozzafiato e su tutta la città e in particolare sulla neoclassica Piazza del Popolo.

Da segnalare anche il Museo Civico di Zoologia (con ingresso su via Aldrovandi), il Bioparco e un teatro in stile vittoriano, il Globe Theatre. Inoltre vi è il Cinema dei Piccoli -la sala cinematografica più piccola al mondo- e la ludoteca con area giochi per bambini all’interno della Casina di Raffaello.

Nel maggio 1997 Il Ministro Walter Veltroni ed il sindaco Rutelli hanno firmato un protocollo d’intesa per dar vita in tutta Villa Borghese al primo “Parco dei musei” italiano.
Finanziando una serie di interventi di restauro sia sul verde storico e sui giardini sia monumenti della Villa: dalla Casina di Raffaello, alla Casina delle Rose.
Un bus navetta elettrico collega le attività dei musei presenti – Galleria Borghese, Museo nazionale etrusco di Villa Giulia, Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea, Museo Canonica.-